Entri in cucina, apri il rubinetto, prendi la spugnetta, strofini i piatti, e poi la lasci umida sul bordo del lavandino. Quella spugna, che dovrebbe pulire, è l’oggetto più contaminato di tutta la casa.
Non il wc, non il bidet. Uno studio del 2017 condotto dalla rivista Scientific Reports ha analizzato 14 spugne da cucina: in media contenevano 54 miliardi di batteri per centimetro cubo, più di quanto si trovi in un campione di feci umane.

Le specie più comuni sono Escherichia coli, Salmonella e Campylobacter, tutte potenzialmente patogene. Il problema è strutturale: la spugna porosa e umida offre una superficie ideale per la formazione di biofilm, comunità batteriche organizzate che resistono ai detersivi. La maggior parte delle persone la usa finché non si sfalda, cambiandola ogni due o tre mesi. Troppo tardi.
Il microonde non igienizza, l’acqua bollente non basta
Molti credono che inumidire la spugna e scaldarla nel microonde per un minuto la sterilizzi. Falso: il calore uccide i batteri più deboli, ma quelli resistenti (come alcuni ceppi di Bacillus) sopravvivono e si moltiplicano più velocemente dopo il trattamento, senza competizione. Anche la lavastoviglie, a 70°C, non elimina completamente il biofilm.
L’unico metodo efficace è la candeggina diluita (una parte in nove di acqua) con ammollo di 5 minuti, ma va fatta ogni due giorni per essere utile. Chi non vuole usare chimica pesante ha una sola soluzione pratica: cambiare la spugna ogni settimana. Meglio ancora, usare spugne in cellulosa compostabili e gettarle dopo 5-7 giorni, o passare a spazzole con setole removibili che si lavano in lavastoviglie.
La regola della disinfezione quotidiana e le alternative
Ogni sera, dopo l’ultimo lavaggio, strizza la spugna fino a farla diventare quasi asciutta. Non lasciarla a bagno nel lavandino. Posizionala in un portaspugna areato, non chiusa in un contenitore.
Una volta a settimana, sostituiscila. Se vuoi ridurre lo spreco, la soluzione migliore è il panno in microfibra: si usa una volta, poi va in lavatrice a 60°C con il bucato. Non accumula umidità. Oppure le spazzole con manico: le setole non trattengono l’acqua come la spugna. La prossima volta che prendi la spugnetta per pulire il piano cucina, ricordati che stai spargendo batteri, non togliendoli. L’oggetto più sporco in cucina è quello che usi per pulire. Ironia della sorte, ma la soluzione è semplice: meno spugna, più panno.






