Relativamente ai casi contagi Italia e mondiali, c’è la risposta sulle possibilità di potere essere colpiti una seconda volta dal virus.

L’Università Statale di Milano, attraverso il proprio immunologo, dottor Sergio Abrignani, risponde ad una situazione molto dibattuta per i contagi Italia e mondiali. Ci si chiede se è possibile potersi ammalare ancora e quindi, in tal caso, per quanto tempo si resta negativizzati. Abrignani parla al Corriere della Sera: l’ordinario di Patologia Generale all’ateneo milanese e direttore dell’Istituto nazionale di genetica molecolare ‘Romeo ed Enrica Invernizzi’, risponde a questo quesito. Contrarre il virus una seconda volta è possibile e c’è anche qualche caso che conferma questa affermazione, anche se in tutto il mondo si tratta ancora di qualcosa di molto raro.

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Sarebbero solo 20 le situazioni riconosciute come tali, con altrettanti individui che hanno finito per essere di nuovo colpiti dal virus. Ma la comunità medico-scientifica dà per scontato che ci siano diversi altri casi analoghi non censiti. Certo è che, se la cosa fosse comune, anche le volte ‘registrate’ sarebbero comunque più elevate. In generale, per quello che si sa, una possibile nuova infezione in base ai dati estrapolati dai contagi Italia e mondo, risulta essere anche più virulenta della prima. Questo è attestato dal caso di un giovane statunitense di 25 anni e da quello di una donna che invece, dopo essere stata colpita una seconda volta dalla malattia, ha finito con il rimetterci la vita. Anche se nel suo caso gravava pesantemente anche lo stato di malata terminale.

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Contagi Italia, i tanti fattori da prendere in considerazione

Tanti altri medici e scienziati dell’ambito sanitario sono certi poi che ci siano non pochi asintomatici che possono essersi ammalati una seconda volta, e sempre senza saperlo. Situazioni di ‘reinfezioni’ più violente della prima volta vengono spiegate proprio nell’ambito di malattie nuove, delle quali l’apparato immunitario non ha esperienza adeguata a contrastarlo. È proprio il caso del Covid. Comunque gli esperti hanno constatato come i negativizzati sviluppino gli anticorpi nel giro di poche settimane. Poi, a seconda dei casi, ad esempio se si è già malati per altre patologie, può avvenire un nuovo contagio in una stessa persona. Fatto sta che di tempi precisi fino a quando si può restare al sicuro non ce ne sono. La cosa è molto soggettiva e varia da individuo ad individuo e c’è bisogno di ulteriori studi.

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“Immunità di gregge una strada assolutamente non perseguibile”

Con l’avvento di un vaccino adeguato, l’idea che si profila è quella di una protezione alla quale sottoporsi di anno in anno, proprio come avviene con la comune influenza. Infine, meglio non confidare sulla immunità di gregge, come suggerito da alcuni esponenti anche rinomati. Infatti molti loro colleghi, più accorti e sensibili al problema della pandemia, li correggono parlando di strategia che potrebbe risultare molto pericolosa e che quasi certamente non farebbe altro che far morire molti dei malati. Ad ogni modo non ci sono neppure i numeri richiesti per raggiungere una giusta immunità di gregge, che in media si riconosce sul 60-65% della popolazione. I contagi Italia in tal senso parlano di appena il 2,5%.

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