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Intossicazione da funghi cosa succede Foto dal web

Intossicazione da funghi, questo è un aspetto che non va affatto sottovalutato. A volte capita di sentire al telegiornale di intere famiglie che finiscono preda di forti dolori dopo avere consumato un pranzo a base di funghi raccolti nei campi da amatori.

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Purtroppo però in tali situazioni si agisce in maniera incauta. Per cui bisogna apprendere delle nozioni di base allo scopo di non incappare in delle spiacevoli conseguenze. Ed in base alla varietà fungina nociva che può colpire, si riscontrano sintomi definiti a breve ed a lunga latenza rispettivamente.

I primi si manifestano già dalla mezzora successiva all’ingestione, fino alle 6 ore successive. Di solito tutto passa nel giorni di un giorno. Sostanzialmente non si tratta di niente di rischioso. Tra queste c’è la gastroenterite, la più diffusa, assieme a nausea, diarrea, vomito e dolori addominali. Che possono manifestarsi tutti anche nello stesso tempo.

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Intossicazione da funghi, ci sono quelle a breve e lungo termine

Poi, tra come altra intossicazione da funghi, può sorgere la cosiddetta sindrome panterinica è data soprattutto dall’Amanita muscaria e dall’Amanita pantherina. In questo caso possono sorgere conseguenze come tremore, confusione, vertigini ed anche allucinazioni, euforia e convulsioni.

L’Amanita Muscaria comporta una intossicazione da funghi tale da causare forte mal di testa e dolore all’addome, una sudorazione ed una ipersalivazione intensa, così come anche i soliti tremoti e bradicardia. Tutto sorge a pochi minuti dall’ingestione di funghi velenosi.

E poi c’è la sindrome psicodisleptica, legata ai funghi Psilocybe, Panaeolus e Stropharia, con effetti che ricordano molto quelli che deriverebbero dalla assunzione di LCD. Possibile che la realtà circostante avvertita dalla persona colpita possa risultare del tutto deformata, per colori in particolare. Ne fa le spese anche l’umore, preda di una aggressività ed una sovraeccitazione inusitate.

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Quali sono gli effetti più letali

Il fungo Coprinus atramentarius causa invece la sindrome Coprinica, a causa di una tossina contenuta nell’etanolo al suo interno. Qui possono sopraggiungere tachicardia, cefalea, ipotensione e vasodilatazione cutanea.

Con le intossicazioni a lunga latenza si ha a che fare anche con possibili casi letali, e gli effetti sorgono dalle 6 alle 12 ore dopo l’assunzione. All’inizio è diffusa una sorta di gastroenterite di quella tipica dell’influenza, cosa che porta il tutto ad essere sottovalutato.

Le situazioni più gravi sono quelle della sindrome falloidea, che colpisce il fegato fino anche a dovere ricorrere ad un trapianto ed è mortale. E la sindrome orellanica, che provoca insufficienza renale dopo sintomi all’apparenza normali.

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Le regole di sicurezza del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute fornisce una serie di consigli per restare al sicuro. I funghi privi di un qualunque controllo di un esperto quale un micologo non devono mai essere consumati. Viene suggerito anche l’assumerne in quantità contenute, e mai per i bambini e per le donne incinte.

Se una persona ha delle patologie in corso è da evitare il consumo di funghi. I quali vanno sempre e comunque cotti a sufficienza. Qualora dovessimo congelarli, sbollentiamoli e poi consumiamoli entro i 6 mesi successivi.

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I funghi colti accanto a strade ed impianti industriali non vanno raccolti. In caso di presenza di funghi sottolio a casa, controlliamo che non si sia formato del botulino. Cosa che può avvenire in caso di cattiva conservazione.

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