Compriamo creme, sieri e maschere pensando all’idratazione della pelle, ma spesso dimentichiamo un gesto decisamente più semplice: bere regolarmente durante la giornata.
L’acqua è essenziale per il normale funzionamento dell’organismo e anche la pelle risente di uno stato di disidratazione.
Questo, però, non significa che bere tre litri al giorno ci regalerà automaticamente una pelle più luminosa o farà scomparire le rughe. Ma allora quanta acqua dovremmo bere? E soprattutto, da quale età dovremmo cominciare a farci attenzione?
Stabilire una quantità identica per qualsiasi persona sarebbe sbagliato. Il fabbisogno di acqua cambia in base all’età, al sesso, all’alimentazione, alla temperatura, all’attività fisica e alle condizioni individuali.
Come riferimento generale, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare indica per gli adulti un’assunzione adeguata di circa 2 litri di acqua al giorno per le donne e 2,5 litri per gli uomini. Attenzione, però: parliamo dell’acqua totale introdotta nell’arco della giornata, quindi comprende anche quella contenuta negli alimenti e nelle altre bevande. Non significa necessariamente dover bere 2 o 2,5 litri di sola acqua dalla bottiglia.
Durante l’estate, quando facciamo attività fisica o sudiamo molto, le necessità possono aumentare. Al contrario, alcune condizioni mediche possono richiedere indicazioni differenti: in questi casi la quantità di liquidi deve essere stabilita con il medico.
E la pelle? Se siamo disidratati, bere adeguatamente è importante anche per il suo normale stato di idratazione, ma superare il nostro fabbisogno non significa idratarla sempre di più. Per contrastare la secchezza cutanea contano anche la barriera della pelle, l’utilizzo di prodotti idratanti ed emollienti e abitudini come evitare docce eccessivamente calde.
Non dobbiamo aspettare i 30, i 40 anni o la comparsa delle prime rughe. Una corretta idratazione è importante fin dall’infanzia, naturalmente con fabbisogni differenti a seconda dell’età.
La vera abitudine da costruire è imparare a bere regolarmente e scegliere l’acqua come bevanda principale, senza aspettare di diventare adulti per iniziare a farlo. Con il passare degli anni l’attenzione diventa persino più importante: negli anziani la percezione della sete può ridursi e questo può aumentare il rischio di disidratazione.
Non dobbiamo neppure trasformare la bottiglia in un contatore da controllare ossessivamente. Possiamo distribuire l’acqua durante la giornata, bevendo ai pasti e tra un pasto e l’altro e aumentando l’apporto quando caldo e attività fisica lo richiedono.
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