Il caffè sospeso consiste nel pagare il caffè a chi verrà dopo. Chiamato anche “caffè pagato”, come è nata questa particolarità.

Caffè sospeso, come ha avuto origine questa usanza che è tipica del capoluogo partenopeo? Per chi è stato a Napoli almeno una volta sarà balzato agli occhi il fatto che i locali appaiono spesso di buonumore e con la tendenza a scherzare ed a fare battute. E può capitare anche di entrare molto facilmente in sintonia in un ambiente come un bar od un locale del genere.

Caffè sospeso come è nato e perché
Una tazzina di caffè al bar (Foto Canva – Ricettasprint.it)

Allora non deve sorprendere che il caffè sospeso sia nato proprio qui. La cosa consiste nel pagare due caffè invece di uno, con il secondo che verrà bevuto da chi verrà dopo colui che ha scelto di fare questo gesto. Il tutto equivale ad offrire una tazzina ad un amico. Con la differenza però che in questo caso le persone coinvolte non si conoscono affatto. Quando ha avuto origine il tutto, ed in che modo?

Caffè sospeso, come è nato

Caffè sospeso come è nato e perché
Un caffè preparato al bar (Foto Canva – Ricettasprint.it)

Il tutto trae origine nei primissimi anni del secolo scorso. Napoli è sempre stata una città divisa tra ricchezza e povertà. È così ancora oggi ed era così anche ad inizio 1900 e prima. Per via delle ristrettezze economiche allora chi aveva i mezzi per potere pagare tranquillamente un caffè scelse deliberatamente di pagarne due. Riservandone uno per chi sarebbe venuto dopo e che invece non poteva permettersi quello che era un lusso

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Ma sembra anche che la nascita del caffè sospeso fosse legata alle discussioni che nascevano quando si andava in gruppo in un bar. E si finiva sempre con il discutere su chi toccasse pagare il conto. Più di una volta capitava allora di pagare una ordinazione non consumata, cosa che riguardava in prevalenza proprio il caffè. Allora il buonsenso comune faceva in modo che fosse qualcuno venuto dopo a trarre beneficio da ciò.

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Si fa anche con i libri

Caffè sospeso come è nato e perché
Una tazzina di caffè (Foto Canva – Ricettasprint.it)

Con il passare del tempo però l’usanza è stata modificata, facendo in modo da essere messa in atto quando ci si sente di buonumore al punto da offrire un caffè ad un perfetto sconosciuto. I più grandi artisti ed intellettuali napoletani che si sono succeduti nel corso degli anni, tipo Totò e Luciano De Crescenzo, erano dei fervidi sostenitori del caffè sospeso.

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Totò addirittura pare che quasi ogni giorno lasciasse una decina di caffè sospesi, ogni volta che tornava a Napoli. L’usanza era caduta in disuso salvo poi ritornare in auge negli ultimi anni. Inoltre è diventata “internazionale”, venendo adottata in altre nazioni del mondo. Ed è stata anche adottata ad altri ambiti, come ad esempio i libri.